La corte suprema gioca a scacchi: decisioni a sorpresa e un'ombra sul potere presidenziale
La Corte Suprema, da sempre teatro di battaglie legali epocali, ha riservato un quadro complesso e, oserei dire, ambiguo. Dopo aver emesso sentenze durissime sulle popolazioni migranti, che avevano scatenato un'ondata di proteste, sembra voler rimediare, almeno in apparenza, alla propria immagine. Ma dietro le quinte, i giochi di potere continuano a imperversare.
Un'inattesa vittoria per e. jean carroll
L'aria si è fatta meno pesante con la conferma del verdetto a favore di E. Jean Carroll, la scrittrice che aveva denunciato Donald Trump per diffamazione in seguito alle accuse di aggressione sessuale. La Corte ha lasciato inalterata la condanna di 5 milioni di dollari, un duro colpo per l'ex presidente, che ora dovrà affrontare anche un secondo processo per ulteriori 83 milioni di dollari. L'appello di Trump è scontato, ma il vento sembra soffiare contrario.

Lisa cook contro rebecca slaughter: un equilibrio precario
Il cuore della questione risiede, però, in due decisioni apparentemente scollegate. La prima, a favore di Lisa Cook, membro della Federal Reserve, ha visto la Corte respingere il tentativo di Trump di rimuoverla dalla carica adducendo presunte accuse di frode ipotecaria infondate. Ma, con un colpo di scena degno di Machiavelli, la stessa Corte ha dato al presidente il potere di destituire Rebecca Slaughter dalla Federal Trade Commission, aprendo la strada a un controllo senza precedenti sulle agenzie federali. Un'inversione di tendenza che ha sollevato un polverone di polemiche.
Secondo il Chief Justice John Roberts, “Subordinates who exercise the president’s power are subject to removal by him. Then, and only then, can they remain accountable to the president, and the president to the people.” Una frase che, a suo modo di dire, amplifica i poteri esecutivi, a discapito, forse, dei controlli e contrappesi costituzionali.

Il verdetto sulle elezioni: una boccata d'ossigeno per il voto per corrispondenza
A coronare questo quadro, una decisione inaspettata che ha scosso il fronte repubblicano: la Corte ha confermato la legge del Mississippi che consente di conteggiare le schede elettorali per posta arrivate fino a cinque giorni dopo il giorno delle elezioni. Una vittoria per il voto per corrispondenza e un duro colpo per le manovre di Trump, che da tempo alimenta dubbi sulla legittimità delle elezioni.
Ma attenzione, non illudiamoci. Dietro questa apparente virata a favore della trasparenza, si cela un disegno più complesso. L'ampliamento dei poteri presidenziali sull'FTC, sancito dalla Corte, rappresenta una svolta epocale che potrebbe avere conseguenze di vasta portata sulla regolamentazione economica e sulla tutela dei consumatori. Il sistema, in fin dei conti, rimane sbilanciato a favore del potere esecutivo. Sembra che la Corte Suprema stia cercando di bilanciare un'immagine compromessa con un'agenda Politica ben definita, un gioco di equilibri precario che potrebbe avere ripercussioni inaspettate sul futuro del paese.