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Genet rivive: 'le serve' scuote brooklyn con influencer e oscurità

Il teatro contemporaneo si inchina a Jean Genet, ma Kip Williams lo spinge oltre il limite. 'Le Serve', spettacolo che ha già conquistato Londra, approda a St. Ann’s Warehouse a Brooklyn, non come una rilettura fedele, ma come una sferzata di modernità che mette a nudo le ossessioni del nostro tempo. Un’opera che, come ha detto Lydia Wilson, ogni regista desidera affrontare, quasi un 'Amleto' del dramma borghese.

Madame, influencer e il culto dell

Madame, influencer e il culto dell'immagine

Williams non si limita a spostare l'azione nel presente; la decostruisce. Madame, figura centrale del dramma, non è più una semplice padrona di casa, ma un'ereditiera trasformata in influencer, una caricatura della privilegiata che vive di like e follower. Un'immagine patinata che contrasta violentemente con la miseria emotiva e materiale delle due serve, Claire e Solange, interpretate rispettivamente da Wilson e Saban. Queste ultime, oltre a svolgere i compiti domestici, sono assistenti personali e, come nel testo originale di Genet, l'unico legame di Madame con il mondo esterno.

Ma la vera provocazione, forse, risiede nel ruolo dello spettatore. Williams, con una regia audace, trasforma il pubblico in complici silenziosi, voyeuristi di un dramma che si consuma sotto i loro occhi. Le tende che si aprono sul boudoir di Madame non rivelano solo un ambiente lussuoso, ma un palcoscenico dove si consumano abusi e fantasie macabre, alimentate dall'attenzione del pubblico. Un'esperienza che mette a dura prova la coscienza dello spettatore, costringendolo a confrontarsi con la propria responsabilità morale.

Yerin Ha, già apprezzata per il suo ruolo in 'Il Signore delle Mosche' sempre sotto la direzione di Williams, torna a interpretare Madame con una nuova consapevolezza. “Rientrare in sala prove è stato come ritrovare un terreno conosciuto, ma con la possibilità di scavare più a fondo”, confida l'attrice, che tra una replica e l'altra ha vissuto l'esplosione di successo internazionale grazie al ruolo di Sophie Baek nella quarta stagione di 'Bridgerton'. Un successo che, come lei stessa ammette, ha arricchito la sua interpretazione, permettendole di comprendere la complessità del personaggio con una prospettiva inedita. “Ora interpreto Madame attraverso una lente diversa, una lente che riflette il materialismo, l'ossessione per la giovinezza e la bellezza che permea la nostra società.”

Lo spettacolo è un caleidoscopio di riferimenti alla cultura contemporanea: i conteggi dei follower, i marchi di lusso, la promessa di una copertina su una rivista patinata. Elementi che, secondo Wilson, hanno sorpreso e affascinato l'intero cast. “Quando ho letto la bozza del testo, ho iniziato a ridere a crepapelle. L'audacia di Williams nel modernizzare Genet e dargli una svolta così inaspettata è semplicemente geniale.”

Saban, nota al pubblico di 'House of the Dragon' per il ruolo di Halaena Targaryen, aggiunge: “C'è una strana dissonanza tra la necessità di presentare un'immagine accattivante e la possibilità, nel lavoro, di esplorare aspetti oscuri e disturbanti della natura umana.” Ma è proprio questa ambiguità, questa capacità di mescolare il grottesco e l'assurdo, a rendere 'Le Serve' uno spettacolo così potente e memorabile. Williams, con la sua maestria, colora ogni parola, conferendole un significato profondo e un'intenzione precisa. “È stato un percorso di crescita, sia personale che artistica”, conclude Ha. “Ora siamo in grado di creare qualcosa di veramente divertente, senza censure.”

Lo spettacolo, in scena a St. Ann’s Warehouse dal 17 maggio al 14 giugno 2026, non è solo una rappresentazione teatrale, ma un vero e proprio specchio che riflette le contraddizioni e le ossessioni della nostra epoca. Un'esperienza che, inevitabilmente, lascerà un segno indelebile nello spettatore.